Cinquant’anni da The Doors, l’opera prima che ha fatto storia

Il 4 Gennaio di mezzo secolo fa veniva dato alle stampe The Doors, il primo storico album dell’altrettanto storico gruppo. Ad appena due anni da una formazione ancora transitoria, ma che già vedeva il suo leader indiscusso nel personaggio di Jim Morrison, il gruppo cult di Venice Beach, Florida, muoveva il suo primo grande passo, non sulla luna, ma su un territorio decisamente più impervio ed ostile: la musica. I Beatles si erano formati appena cinque anni prima, e quando Morrison e compagnia erano ancora intenti ad organizzare la formazione definitiva, la band di Liverpool era già a quota 6 album e diverse migliaia di copie vendute anche in America. Ma se Beatles, così come Who, The Kinks, The Animals, The Yardbirds eccetera facevano parte di un post beat che si avviava verso le forme più alternative delle sonorità di stampo marcatamente britannico, in America era in atto la Summer of Love. Erano gli anni dei Grateful Dead, dei Byrds, dei Jefferson Airplane. L’atmosfera, sia in Inghilterra che in America, era ricca di pacifismo, amore libero, marjiuana,  fiori nei cannoni e colombe bianche. In Florida c’era un sole alto che spazzava via il ricordo delle guerre, dei soprusi, dei pregiudizi e delle armi. Un’estate d’amore che si apre con questo devastante debutto e con il primo singolo, Light my fire, uno dei più lampanti esempi di psychedelic rock, acid rock e jazz fusion. Un inno all’amore libero, un fuoco che si accende nella notte buia e rigida, “come on baby light my fire” sono le parole che rimbombano, che passano di bocca in bocca, che diventano simbolo di una stagione musicale densa e libera, una stagione ricca di nuove invitanti sonorità, mescolanze, ibridazioni, così violentemente accattivanti da restare per sempre nella memoria e nella storia. Secondo singolo estratto, Break on Trough (to the other side) ha sicuramente un sound più dinamico, più energico, con il testo che incita alla fuga, ma una semplice fuga o la fuga da un destino già scritto, da un futuro triste e miserrimo, un futuro senza amore ? A cinquant’anni da quell’album che fece la storia del rock ci chiediamo ancora se le loro fossero innocue canzoni d’amore o se dietro ci fosse dell’altro. A guardare quella foto icona di Morrison, dallo sguardo deciso e convinto, di una sensualità velata e più rock che mai, sappiamo che dietro il pretesto della love story c’era qualcosa di più. Un messaggio esoterico o addirittura satanico (così come fu per i Led Zeppelin)?. Una setta segreta, qualcosa di mistico e trascendentale che in tutto questo tempo non siamo riusciti ad individuare? Ma di questo si è già parlato tanto senza arrivare a molto, noi preferiamo ricordarli come uno di quei gruppi che ha dato nuovo stimolo alla musica, una musica che per sempre risuonerà nei nostri cuori sempre affamati di emozioni. Buon compleanno, The Doors.

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