Fabio Senna: un soft pop dai rimandi indie-rock

Fabio Senna, nasce a Roma nel 1986, da bambino inizia a studiare pianoforte e si appassiona alla musica classica. Successivamente impara a suonare la chitarra da autodidatta cominciando a scrivere le prime canzoni adolescenziali. La musica lo conquista in tutte le sue forme, dalla parte artistica a quella tecnica, consegue un master in ingegneria del suono che gli permette di iniziare con più strumenti la produzione delle sue canzoni in autonomia. Prende parte a laboratori di canto e scrittura, tra cui uno molto formativo con Niccolò Fabi. Ha collaborato con il gruppo romano dell’Orchestraccia che ha scelto un suo brano inserito nel loro ultimo disco. Fabio Senna è un musicista intimo e vitale che usa musica e parole come massima espressione della sua sensibilità.

In questo momento è in uscita il suo primo album “Al primo posto” realizzato grazie al contributo del bando Siae “Sillumina” e prodotto dalla The Beat Production Srl.

Il 1 ottobre è uscito il primo singolo “Dimmi perchè“, il 12  novembre il secondo “In un vortice” e il 28 marzo l’album “Al primo posto

Al primo posto è il primo album di Fabio Senna. È un soft pop dai rimandi indie rock. “Dimmi perché giochi con me, appesa a un amo in mezzo a un lago”. Il primo pezzo ci fa sognare, ci riporta ad una solitudine interiore mal facile da digerire. Ma è pur sempre una canzone d’amore. Un pugno in faccia narra la storia di un pugno in faccia:  “io per te ho preso un pugno in faccia, ho il naso rotto insieme al cuore, un pugno dritto gonfio di rabbia, di delusioni e di rancore”

Tutte le tracce dell’album sono cariche di rancore, di odio, di disagio psichico, interiore, della lotta che facciamo tutti i giorni per sentirci liberi. E non è una lotta facile. Veniamo ostacolati dalle scelte sbagliate e dal mondo, che ci mette a dura prova. Alcuni brani sono più soft pop e ci danno un briciolo di speranza, ma i testi sono sempre carichi di quel forte disagio, di quell’atmosfera carica di dolore e di mestizia. Ci ritroviamo disillusi dalla vita, dalle sue sfide quotidiane che non ci lasciano scampo. È una rotta sulla strada di allucinazioni spazio temporali, che ci lasciano il vuoto e la solitudine.

Ti senti oppresso dalla vita che vivi? No, vivo con molta energia ciò che mi accade, con la voglia di prendere sempre il meglio dai cambiamenti.

Qual è la soluzione all’oppressione? Credo che conoscere se stessi sia un ottimo punto di partenza per sapere quali sono gli strumenti a propria disposizione per essere felici.

Perché i tuoi testi sono tanto devastanti? Li trovo intimi piuttosto che devastanti. Sotto c’è sempre una chiave di lettura più positiva e che si apre a nuovi orizzonti

Hai mai conosciuto la gioia? In quale occasione? Si certamente. Quotidianamente, quando sento che sto facendo quello che veramente mi piace

Da cosa nascono i ritmi dell’album? Ti sei ispirato a qualcuno?

Tutto l’album è stato arrangiato nel corso di un anno. Gli arrangiamenti hanno subito le influeze dei cantautori italiani più recenti e di una buona componente di elettronica alla quale sono da sempre appassionato

Secondo te la vita è una lotta per la sopravvivenza?
No, possono capitare dei momenti in cui per stare a galla bisogna sgomitare con noi stessi, ma ci concede numerose occasioni per fare delle belle nuotate

L’amore della tua vita?

Beh dire la musica mi sembra riduttivo e un po’ scontato. Adoro Roma, la città in cui vivo, nonostante le sue difficoltà

La cosa che odi di più?
Ce ne sono tante. Forse la presunzione e la mancanza di ascolto mi infastidiscono più di altre

Le tre cose che porteresti in capo al mondo?

Una chitarra, un dondolo e la carbonara

Le tre cose che lasceresti?

Moltissime, tre sono veramente poche e scegliere è dura.
Probabilmente molte necessità legate al vivere quotidiano non avrebbero modo di esserci: l’ansia dei ritardi, l’automobile e il traffico.

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